Dal momento della sua fondazione POP ha avuto come principale obiettivo la promozione dell’interculturalità attraverso la creazione di opportunità di dialogo. Proprio per questo, POP ha deciso di investire in progetti che incentivino l’incontro con l’Altro e la reciproca conoscenza. I progetti attivati si sviluppano su diverse dimensioni: a partire da reali opportunità di inserimento, come l’attivazione di corsi di italiano e di tirocini in aziende del territorio, sino alla produzione di eventi e beni culturali che raccontano la realtà, la complessità e la bellezza di una società multiculturale. Inoltre, al fine di raggiungere questi obiettivi, Pop promuove interventi di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza nelle classi delle scuole secondarie di primo e secondo grado. 

Corsi di italiano

POP coordina con il Comune di Truccazzano un corso di italiano per donne straniere con livello A0 e A1. L’insegnamento della lingua italiana è uno degli strumenti fondamentali attraverso cui il processo di acculturazione avviene tramite lo scambio e la collaborazione con altri gruppi esterni al proprio sistema familiare e culturale di riferimento. Apprendere la nostra lingua permette alle donne straniere di prendere parola, di raccontarsi e di immaginarsi all’interno di nuove reti amicali e relazionali favorendo l’accesso autonomo ai servizi del territorio. Il corso è in programmazione anche in altri comuni. Per avere informazioni più dettagliate scrivere a: alfabetizzazione@cooperatipop.org

Stories

POP sta collaborando con l’Associazione Oltrespazio con il progetto Stories cofinanziato dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. Il progetto intende implementare la coesione sociale dei territori interessati attraverso l’aumento di conoscenze relative al tema dell’immigrazione e dei flussi migratori attuali. Partendo dalla convinzione che la conoscenza e la comprensione allontanano la paura e i pregiudizi, Stories, tramite strumenti di comunicazione immediati e un linguaggio adatto a tutti, promuove l’accoglienza e l’inclusione come valori imprescindibili di una società civile. Il progetto si sviluppa a partire dal significato concreto della procedura di “richiesta di protezione internazionale” sino al racconto di “storie”reali.

Maestri del Mondo

Maestri del Mondo è un progetto di Sociosfera Onlus, POP e Ass. Antonia Vita, interamente finanziato dal Consorzio Comunità Brianza attraverso il Bando Innovazione, in memoria di Filippo Bolognesi. L’attività principale del progetto è la gratuita attivazione a scuola di laboratori co-condotti da tecnici specialisti, educatori e giovani migranti formati specificatamente in appositi percorsi di pedagogia attiva. I laboratori riguardano pratiche sportive con metodologia cooperativa, cura del verde con orti didattici e percorsi ludico espressivi sul tema dei diritti umani.

Al lavoro! Ritratti di richiedenti asilo in Brianza

Il progetto ha portato alla realizzazione di un reportage fotografico e di una ricerca sociale sull’inserimento dei richiedenti asilo nel tessuto economico imprenditoriale brianzolo. Pop si è proposta di mettere in discussione le immagini semplificanti spesso usate per parlare del fenomeno migratorio affrontando, in particolare, il tema della relazione tra richiedenti asilo e mondo del lavoro. Grazie al contributo della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza abbiamo dato alle stampe un libro  acquistabile nelle librerie Libraccio. Attraverso le immagini, le interviste e i dati raccolti, si vuole mostrare come il raggiungimento dell’autonomia economica sia un presupposto indispensabile per la ricostruzione di una vita sociale e affettiva lontano dal proprio paese e come le esperienze lavorative assumano un ruolo chiave nel processo di integrazione dei migranti. Abbiamo realizzato anche una mostra fotografica itinerante che è stata ospitata all’interno di spazi gestiti da associazioni e cooperative attivi nei Comuni di Monza, Desio, Vimercate e Cinisello Balsamo. Il libro è in memoria del nostro collega Filippo Bolognesi.

Visualizzare la differenza – fotografie di Enrico Mascheroni

Periodo: marzo – agosto 2019 – Foto scattate in vari luoghi della provincia di Monza e Brianza. Fotografie di Enrico Mascheroni.

L’idea di questo reportage sui richiedenti asilo e rifugiati è nata dal bisogno di provare a raccontare con la fotografia storie autentiche che potessero aiutare a decostruire o almeno controbilanciare le

narrazioni deformate dalla strumentalizzazione politica di questi anni. La paura della diversità, costantemente fomentata, ci ha spinti lontano dalla reale possibilità dell’incontro con lo straniero e ha reso invisibile ciò che al netto del colore della pelle, della lingua madre, delle tradizioni e delle

nazioni di provenienza, ci accomuna universalmente, cioè il desiderio di migliorare la propria condizione di vita. Il loro sguardo resiste ad una certa cultura diffusa che proietta, attraverso il prisma di vecchie e ignobili “figure della razza”, l’immagine del migrante come vittima, come persona immobile, subalterna, traumatizzata e afflitta da uno stato di necessità e minorità endemico e irrisolvibile. Spesso il migrante viene dipinto e visto come figlio di stirpe incapace e inadatta al lavoro o quando ritenuto abile, rapace di lavoro destinato ad “altri”. Noi sappiamo invece che laddove non c’è incontro né dialogo, sono solo vecchi e nuovi stereotipi razzisti a parlare. Per questo lo sforzo forse più complesso di questi anni di lavoro nell’accoglienza è stato quello del rendere permeabili e porosi i “confini” fra il territorio e i centri di accoglienza, provando a togliere terreno al pregiudizio che porta a guardare questa migrazione con sospetto e timore, precludendo davvero all’incontro o alla più banale e accessibile informazione. La scelta di percorrere questo sentiero è divenuta necessaria per sottolineare il bisogno di raccontare gli aspetti resi invisibili dalla fobia del diverso. Il migrante sembra indebitato a vita nei confronti della società che lo accoglie; i richiedenti asilo, i rifugiati e in generale gli stranieri, hanno il dovere di giustificare le loro istanze e le loro stesse vite nel tentativo di estinguere qualcosa di inestinguibile. Questo progetto invece vuole promuovere un’idea più autentica e vicina alla realtà anche attraverso la fotografia che ci permette di visualizzare persone diverse nell’immediatezza del ritratto. Se c’è un’esperienza da condividere, questa non può essere la paura, ma l’ammirazione del vero coraggio di chi ha assunto sulla propria pelle le conseguenze del fatto che non era possibile alcuna alternativa e oggi con fatica prova a ricostruire il proprio futuro. Sono i nostri vicini di casa e le persone che incrociamo per strada. In questa panoramica di soggetti, non ci sono diseredati, emarginati e poveretti, ma onesti lavoratori che vivono e faticano per il benessere comune e che nella fatica del quotidiano frantumano gli stereotipi e i pregiudizi, rendendo le loro differenze finalmente libere di apparire.